giovedì 2 febbraio 2012

Web 2.0 ........a chi ?!?

Che faccia fa il vostro cliente tipico quando provate a parlargli della necessità di avvantaggiarsi del Web 2.0?
Il mio in genere mi guarda con aria perplessa e poi sbotta impacciato in un: "Ah! Faccia lei..io è già tanto che apro la posta elettronica!"
La sensazione è insomma che dovrei parlare con il figlio adolescente, il quale sicuramente mi metterebbe al corrente di un Web 3.0 lasciandomi più o meno senza parole, ma più conscia del tempo che passa inesorabile anche per me.

Forse c'è solo una lezione: il mondo del web corre, corre, corre e la cosa migliore è saperlo e allenarsi quotidianamente per tenere il passo senza dover fare improvvise pettate o, peggio, rocambolesche cadute proprio quando arriva l'occasione lavorativa dei propri sogni.

Non ho particolari vizi (ahimè, per un'astemia è dura), ma ce n'è almeno uno di cui vado particolarmente fiera: non inizio a lavorare la mattina se non ho letto almeno due o tre articoli succulenti di notizie web related. La misura è in genere dettata dal tempo che impiego a bere un bel caffè lungo all'americana.

Il web pullula di notizie sul web (scusate il gioco di parole). Il sistema che trovo più funzionale per la scannerizzazione rapida delle news e la pesca profiqua di quelle più gustose al mio palato è quello dei FeedRss. Da tempo colleziono links ai FeedRss di E-zines e siti web dedicati all'innovazione tecnologica, al web marketing, al web design e al fantastico poliedrico mondo del web advertising in genere. Consiglio a tutti di farlo, creando delle categorie esatte in cui organizzare i vari links. Per chi conosce l'inglese, le notizie più corpose e spesso utili arrivano dagli Stati Uniti. Volete tenere d'occhio la California della Silicon Valley.

Un bel salto dai colli verdi della Toscana dove mi beo di lavorare ormai da cinque anni, lo so. Il fatto è che io in California mi ci sono fatta le ossa nel campo del Web: da bravo pulcino, il mio imprinting me lo coccolo anche adesso.
Comparare il mondo del lavoro web related americano a quello italiano è un po'una beffa. Scusate la franchezza, ma il caro vecchio Albertone con i suoi maccaroni mi balza subito alla mente e se qualcuno si offende, abbia pazienza.
L'organizzazione, l'efficienza tecnica, il know-how nelle PR e nella gestione dell'intero ciclo di vendita e poi di produzione/testing/lancio del sito web è, là dove praticato ai massimi livelli, di una bellezza e funzionalità straordinaria.
Noi italiani siamo più degli artigiani: brilliamo per la bontà del cuore, per la freschezza dell'immaginazione, per la forza di volontà. Con le nostre doti di artisti e comunicatori abbiamo un potenziale infinitamente più grande dell'anglosassone all'opera nello stesso esatto settore. Ci manca ancora la tecnica: di produzione e di organizzazione. E manca anche ai nostri clienti.
Non raramente, la nostra grande azienda italiana non ha neppure un responsabile marketing.

Dunque, cosa fare? Continuare ad amare il proprio lavoro, studiare, informarsi, incuriosirsi, osare e senza rinunciare mai alla nostra italianità imparare a confrontarsi con il monstrum pragmatico americano per cercare di importarne e metabolizzarne i fattori più utili. Del resto, da un nostro garage non sono mai usciti Bill Gates, ma non è detto che non escano dei nuovi talenti straordinari (e glielo auguro ricchi sfondati) da qualche nuova giovane impresa con una sede in periferia e gli occhi puntati sul grande mondo del web.

In bocca al lupo a tutti! (si risponde: CREPI!!!!)

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